François Bayle in pillole

di Marco Baldini

“… il mio intento è sempre stato lo stesso: comporre suono con ‘images-de-sons’ (immagini sonore); per spiegare come, attraverso l’ascolto puro in una situazione acusmatica, queste immagini sonore si muovono come farfalle nello spazio udibile e proiettano uno scintillio colorato sull’ascoltatore. Visto da fuori, è un mondo che si definisce da sé.” F. Bayle, dalle note di Les couleurs de la nuit

Il prossimo 23 settembre, in occasione del Tempo Reale Festival 2017, un’intera giornata sarà dedicata a una delle figure chiave della musica elettronica francese: François Bayle. Presentiamo qua un ritratto essenziale del grande compositore francese.

François Bayle nasce il 27 aprile 1932 a Toamasina in Madagascar, all’epoca protettorato francese, dove rimane fino al 1946. In seguito si trasferisce prima a Bordeaux, dove completa il suo percorso scolastico, e poi a Parigi dove inizia a studiare musica da autodidatta. Durante gli anni Cinquanta, frequenta come uditore la classe di armonia di Olivier Messiaen e i Ferienkurse di Darmstadt, dove incontra Karleheinz Stockhausen. Alla fine degli anni Cinquanta, dopo l’incontro con Pierre Schaeffer, si unisce al neonato Groupe de recherches musicales (GRM) – fondato da Schaeffer nel 1958 – di cui diviene direttore nel 1966. Nel 1975, in seguito alla fusione del GRM con l’Institut national de l’audiovisuel (INA), Bayle è nominato direttore di dipartimento, carica che ricopre fino al 1997.

François Bayle è stato sicuramente una delle figure cardine per lo sviluppo della musica elettroacustica del Novecento. Oltre a essere stato per decenni al vertice del GRM, a lui si deve il recupero del termine “musica acusmatica”, utilizzato per la prima volta da Schaeffer nel suo Traité des objets musicaux (1966). Il termine “musica acusmatica”, con Bayle, diventa identificativo per tutta la musica elettroacustica realizzata per essere diffusa dagli altoparlanti.

Sempre a Bayle si deve la concezione e la realizzazione dell’Acousmonium nel 1974, un sistema di diffusione sonora ancora oggi in uso pensato appositamente per l’esecuzione di opere acusmatiche, composto da oltre 80 altoparlanti di varie forme e dimensioni.
Bayle è un compositore prolifico: il suo voluminoso corpus di composizioni potrebbe essere suddiviso cronologicamente in periodi che presentano caratteristiche differenti, fasi che lo stesso Bayle ha definito “utopie, dove è possibile esplorare la genesi di movimenti sonori, la grammatica della loro forma, e le loro relazioni con gli eventi fisici e psicologici del mondo”.
Le sue primissime opere prevedono un organico esclusivamente acustico e risentono dell’influenza del clima musicale respirato a Darmstadt: Points critiques (1960) per piano, violoncello, corno e percussioni; Echiquier (1960) per oboe, flauto, trombone, campane tubolari e legnetti; Ereignis (1961) per flauto, violino, trombone, clarinetto, contrabbasso e due percussionisti; L’Object captif (1962) per due trombe e sei percussionisti. Nel 1963, con L’Archipel per quartetto d’archi e nastro magnetico, le sue composizioni iniziano a contemplare l’elemento elettronico. Lo stesso anno Bayle compone il primo brano interamente elettroacustico, L’Oiseau chanter, realizzato come colonna sonora del film di Robert Lapoujade Trois portraits d’un Oiseau-Qui-N’Existe-Pas.
In seguito Bayle si dedicherà esclusivamente alla composizione di musica acusmatica abbandonando la scrittura per strumenti acustici. Tra le sue numerose opere che hanno segnato la storia e l’evoluzione della musica acusmatica ricordiamo: Espaces inhabitables (1966); Jeîta ou murmure des eaux (1970); l’insieme dei 14 pezzi in cinque parti de L’Expérience Acoustique (1970-73); Purgatoire, d’après Dante (1971-72); Vibrations composées (1973); Tremblement de terre très doux (1978); Toupie dans le ciel (Erosphère I e III) (1979); le cinque parti della suite Son Vitesse-Lumière (1980-83); Voyage au centre de la tête [Son Vitesse–Lumière #3] (1981); Les couleurs de la nuit (1982); Théâtre d’ombres (1989) ; Fabulae (1992); La forme du temps est un cercle (1999-2002); La forme de l’esprit est un papillon (2002-2004); Univers nerveux (2004-05); Extra-Ordinaire (2005); L’Oreille étonnée (2015).

Per visitare il sito ufficiale del compositore cliccare qui http://www.francoisbayle.fr/
Per consultare il catalogo delle opere cliccare qui http://www.magison.org/oeuvre.html

François Bayle in pillole ultima modifica: 2017-09-22T12:30:25+00:00 da Luisa Santacesaria

Lascia una risposta