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Cervello in musica

Ci sono esperienze della performing art che si distinguono per originalità della ricerca: GNOSIS #1, del coreografo Vincenzo Carta e del musicista Ongakuaw è una di queste. Per due motivi. Il primo è il concetto stesso di danza espresso da Carta: uno strumento con cui investigare i modi di interazione e apprendimento diretto da un ambiente, per arrivare ad una sorta di trance emotiva in cui il gesto minimo assume una valenza estremamente organica; il secondo è l’interessante e innovativo percorso di “composizione musicale biotica” condotto da Ongakuaw, musicista e scienziato italiano operante a Firenze.

La performance GNOSIS #1 è condotta da quattro danzatori, anzi da quattro “organismi”. Il loro corpo è infatti esteso attraverso un sistema sofisticato di cattura delle onde celebrali. Tecnicamente, ognuno dei danzatori è autonomo e autogenerativo, dotato di una postazione mobile di ridotte dimensioni e parte integrande della scena. I segnali celebrali vengono catturati da una serie di elettrodi applicati sulla testa e spediti wireless ad un programma residente su un computer portatile che, in maniera arbitraria e studiata a priori dal compositore, li trasforma in segnali sonori. Il risultato musicale, influenzato dall’alterazione costante degli stati di coscienza dei performer, è quello di un paesaggio sonoro di suoni sintetici in costante mutazione. Anche una parte delle luci sono “controllate” con il medesimo sistema. L’idea percepita dallo spettatore è quella che l’ambiente sonoro generato  influenza a sua volta lo stato d’animo dei danzatori, modificandone nuovamente le sensazioni emotive e producendo quindi un feedback circolare che è il motore stesso dell’azione performativa di ciascuno dei quattro.

Si è forse spettatori di un esperimento artistico-scientifico? L’apparato tecnologico è sufficientemente correlato e motivato rispetto al gesto coreografico? E’ difficile dare una risposta a quelle che appaiono le domande chiave di molte esperienze artistico-tecnologiche degli ultimi anni, specie legate all’interattività. Ma la serietà e la precisione di questo lavoro lo distanziano fortemente dalla grande massa delle esperienze di stampo “garagistico” che affollano i festival e le rassegne degli ultimi anni.

Il lavoro è stato presentato alla Stazione Leopolda nell’ambito del programma di danza del Festival Fabbrica Europa 2011, ancora una volta capace di coinvolgere realtà importanti e assolutamente sperimentali della scena. Certo, una modalità diversa e maggiormente coinvolgente per lo spettatore avrebbe aiutato ad entrare in un labirinto gestuale-musicale-emotivo il cui fascino sta tutto nella capacità del fruitore di lasciarsi trasportare dagli elementi minimi presenti e nel contestualizzarli in un percorso concettuale che non lascia nulla al facile godimento ma che trasporta verso l’ignoto attuale confine dell’arte.

GNOSIS #1, di Vincenzo Carta e Ongakuaw
Firenze, Stazione Leopolda, 6-7/5/2011
focus.ffeac.org







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