Suoni, paesaggio e musica sostenibile
La quarta edizione del Tempo Reale Festival si è conclusa a Firenze con una grande partecipazione di pubblico, sparsa non solo in luoghi concertistici ma anche in spazi aperti e architettonici della città. Il festival ha condotto una sfida ideale: da un lato investigare il rapporto artistico tra musica e ambiente e dall’altro iniziare una capillare opera di sensibilizzazione all’ascolto del suono che ci circonda.
E’ stato quindi un luogo di incontro per giovani musicisti, compositori e artisti, ma anche per quei cittadini che hanno voluto familiarizzare con un approccio delicato e sorprendente alla fruizione del paesaggio sonoro, quotidiano oppure ricontestualizzato musicalmente. Da oltre un anno Tempo Reale, il centro di ricerca musicale fondato da Luciano Berio, si occupa di questi temi, un contesto in grande espansione che si relaziona con ambiti disciplinari oggi al centro dell’attenzione mediatica: la sostenibilità, l’inquinamento, la consapevolezza sulle condizioni di vita dell’oggi. Ma il tema di una “musica sostenibile” non si esaurisce nel porre i suoni in relazione al mondo reale; musica sostenibile significa anche sfuggire ad una serie di meccanismi obsoleti e dispendiosi dell’universo musicale: il deficit permanente di istituzioni grandi e piccole, il ricorso ineluttabile alle grandi agenzie artistiche, l’organizzazione di manifestazioni scollegate dalla realtà culturale di un luogo, i costi eccessivi a qualsiasi livello della filiera (non necessariamente solo artistica).
Una musica sostenbile è capace di ripensare il proprio modo di essere e di proporsi, connessa a quei processi di trasformazione positiva della società che stanno condizionando il nostro tempo storico. In tutto questo la ricerca gioca un ruolo centrale, culmine di un pensiero creativo innovativo e consapevole che non vuole negare la tradizione ma che, appoggiandovisi, cerca di costruire il futuro suono del mondo. Per questo percorso i poli di sperimentazione (sostenuti pubblicamente) sono fondamentali per l’evoluzione di un linguaggio, attraverso la circolazione delle idee, le proposte innovative, il coraggio di tentare strade inesplorate e la disponibilità ad attivare nuove relazioni: Tempo Reale si candida a questo ruolo, offrendo un’opera di incubazione, coordinamento, analisi e proposta della nuova musica, sostenibile.
* Pubblicato sulla rubrica “Cultura commestibile”, Nuovo Corriere di Firenze, 22 ottobre 2011
Tempo Reale Festival
Firenze, 7-16 Ottobre 2011
www.temporealefestival.it


