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Le nuove frontiere della didattica musicale elettroacustica

Nei giorni 22 e 23 Novembre si è tenuto a Bruxelles, all’interno del Festival L’Espace du Son, organizzato dall’associazione Musiques et Recherches, un convegno internazionale sulla didattica della Musica Elettroacustica.

I partecipanti, provenienti da Francia, Belgio, Grecia, Italia, Canada, Brasile e Inghilterra, hanno presentato una varietà di approcci all’insegnamento della musica elettroacustica, in diversi contesti educativi. Il convegno si è aperto con un intervento di Francis Dohmont che ha parlato delle modalità con cui ha iniziato a occuparsi di musica elettroacustica che delle sue esperienze didattiche.

E’ stato interessante notare come, a livello della fascia universitaria, le esperienze, pur essendo tutte orientate verso la creazione, hanno differenti approcci che vanno dal mettere l’accento sulle fasi pre-compositive (registrazione del suono, elaborazioni) per una considerevole parte della fascia triennale (Belgio, Canada per verti versi) allo stimolo alla composizione di brani completi fin dal primo anno (Italia, Brasile e Inghilterra).  In ogni caso, le esperienze Europee presentano molti aspetti in comune, pur con differenze sostanziali, che vanno dalla durata dei corsi, 5 anni per il primo livello in Grecia, tre per Belgio e Italia, ad esempio, che si riverbera nell’articolazione e in alcuni casi nei contenuti dei corsi stessi.

Un altro tratto in comune in quasi tutti gli approcci didattici è quello di vedere la musica elettroacustica, e quindi le strategie didattiche per il suo insegnamento, come una disciplina autonoma, con le sue caratteristiche e necessità, e non come una parte degli studi di composizione. Senza, evidentemente, negare le possibilità di integrazioni fra i due curricula di studi che spesso però, è stato notato, va in un’unica direzione, quello dell’inserimento di insegnamenti di tecnologia musicale nei trienni e bienni di composizione.

Altro aspetto ritenuto molto importante è la possibilità di studiare e praticare la diffusione delle opere e la loro interpretazione, impiegando sistemi multicanale, sottolineando così il valore didattico del rapporto composizione/esecuzione nell’insegnamento della musica elettronica.

Una importante questione sollevata da alcuni interventi e dalla discussione generale, è la mancanza di testi di studio pensati appositamente per essere adottati nei corsi come materiale bibliografico di riferimento, oltre alle pubblicazioni specifiche relative alle varie tematiche e discipline che compongono l’insegnamento complessivo della musica elettroacustica.

Una parte interessante del convegno è stata quella dedicata all’insegnamento della musica elettronica nella fascia scolare primaria e secondaria. Sono state presentate alcune esperienza che hanno messo in evidenza come l’apprendimento dell’ascolto, della registrazione, modificazione e composizione, partendo dal suono e non dalla notazione, può diventare un elemento importante per arricchire l’esperienza musicale in questa fascia di età.
Le esperienze sono state realizzate sia con strumenti realizzati appositamente (Canada) che con strumenti software e hardware di corrente utilizzo, alcuni di pubblico dominio altri di tipo commerciale.

Può essere interessante prendere spunto da queste esperienze per pensare a una sperimentazione di questo tipo all’interno della fascia pre-accademica, dedicando uno spazio all’introduzione alla creazione sonora, in modo molto semplice, fornendo un’educazione all’ascolto e alla messa in opera a partire dalla materia sonora.

Essendo all’interno del Festival L’Espace du Son, il convegno è stato integrato con tre concerti di musica elettroacustica serali consacrati a tre compositori, John Young (Inghilterra), Flo Menezes (Brasile), Åke Parmerud (Svezia) organizzati in due parti: una in cui i compositori hanno presentato lavori dei loro studenti o di compositori scelti da loro, e l’altra in cui hanno diffuso, con un sistema multicanale, le loro opere.


Convegno Internazionale sulla Didattica della Musica Elettroacustica

Bruxelles, 22-23 Novembre 2013
www.musiques-recherches.be

Commenti:

  • Fino a qualche anno fa in Italia eravamo i leader della didattica della musica elettronica! E ora che succede?







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