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Obituario Parmegiani

Nella notte fra giovedì 21 e  venerdì 22 Novembre, uno dei più grandi compositori di musica elettroacustica, Bernard Parmegiani, ci ha lasciato.
La notizia è stata data al convegno sulla didattica della musica elettroacustica a Bruxelles, nel quadro del Festival L’Espace du Son, e per omaggiare questo grande personaggio, Annette Vande Gorne, prima di uno dei concerti in programma, ha diffuso i primi tre movimenti del De Natura Sonorum.

 

Parmegiani nato nel 1927, dal 1959 diventa membro del Groupe des Recherches Musicales e uno degli esponenti di spicco negli anni seguenti per  l’importanza dei suoi lavori.

Il linguaggio musicale di Parmegiani si colloca nella dimensione della musica acusmatica, insieme a Bayle e Dhomont, e sviluppa in modo originale e creativo alcuni aspetti della tradizione della musique concrete. La sua produzione è caratterizzata da opere di grande importanza, fra tutte il De Natura Sonorum (1975), una pietra miliare nella storia della musica elettroacustica.

L’esperienza di Parmegiani inizia di fatto con un brano per violino e nastro, Violostries (1964), continua con un pezzo sorprendente Capture Ephémere (1967), i grandi cicli fra i quali De Natura Sonorum (1975), Dedans/Dehors (1977), La Création du Monde (1982) e alcuni pezzi di lunga durata come Entre-Temps (1992), vincitore del Golden Nica al Prix Ars Electronica del 1993 e la Mémoire des Sons (2001). In tutti questi lavori Parmegiani coniuga un artigianato formidabile nella costruzione dei suoni e un forte senso  della forma, sia nei brevi movimenti che nei brani di lungo respiro.

Oltre al lavoro compositivo esclusivamente sonoro, Parmegiani ha spaziato nelle varie applicazioni funzionali del suono, dall’audiovisivo alla pubblicità, fino al famoso segnale dell’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi, che ha catturato l’attenzione dei passeggeri dal 1969 al 2005. Questo vasto raggio di azione dimostra l’interesse di Parmegiani per l’esplorazione dell’uso creativo del suono in tutti i contesti possibili.

Parmegiani è stato anche studente di mimo con Jaques Lecoq, fino a quando Schaeffer non lo mise di fronte a una scelta: continuare a fare il mimo o diventare un compositore. Fortunatamente per noi, Parmegiani optò per la seconda opzione!

Parmegiani era anche una persona gentile, affabile e molto amichevole e vorrei permettermi qualche ricordo personale per meglio inquadrare la sua figura. L’ho conosciuto, per la prima volta nel 1997 a Parigi, e alle mie dimostrazioni di ammirazione rispose con una vera modestia, quella che hanno solo le persone a cui le cose riescono così facilmente che quasi non gli danno peso. Poi, Francesco Giomi e io lo invitammo per gli Incontri Musicali di Tempo Reale nel 2004 a Firenze, dove, nonostante non amasse molto parlare in pubblico, essendo uno di quei compositori che preferiscono creare piuttosto che parlare, fece un bella e interessante conversazione oltre a realizzare la diffusione di due sue bellissime composizioni, Capture Ephémere e La Mémoire des Sons.

Ma il ricordo che mi è più caro, ed è forse quello che rende veramente lo spessore umano di Parmegiani, è del 2010, quando Parmegiani venne a Bologna per un concerto al Festival di Angelica. Gli chiesi se potesse fare un incontro informale di una mezz’ora con i nostri studenti del Triennio di Musica Elettronica e lui fu ben felice di accettare.
L’incontro, poi, durò più di due ore perché Parmegiani era così felice di rispondere, con gentilezza e modestia, alle domande di quei giovani che lo guardavano con ammirazione, non solo come compositore ma anche come uomo. Fosse stato per lui sarebbe rimasto anche di più!

Ci lascia dunque una grande figura, i cui suoni però, sono più vivi che mai perché le sue composizioni vibreranno nelle menti e nei cuori di ascoltatori, compositori, giovani e meno giovani, e di chiunque ami la creazione musicale al suo massimo livello.

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