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noWHere – ideale manifesto per sound artists

noWHere è un ideale manifesto pensato per sound artists che operano nell’ambito della musica ambient, elettronica ed elettroacustica.

noWHere si pone lo scopo dichiarato di recuperare il significato originale del termine live electronics quale pratica di manipolazione dei suoni (non solo di origine elettroacustica) in tempo reale.

noWHere non ha nessuno scopo salvifico, ma considera, tuttavia, il possibile effetto terapeutico derivante da una – freudianamente parlando – libera associazione di suoni.

noWHere intende proporre al sound artist che decide di aderire al presente manifesto un prontuario utile alla live performance. L’esigenza di scrivere e aderire al presente manifesto è data dal bisogno di darsi una disciplina pratica da un lato, un riferimento morale dall’altro.

Sul termine live electronics, così come sulla definizione di musica elettronica, si è venuta a creare fin troppa ambiguità. Molti sound artists oggi si trincerano dietro ad un insieme di dispositivi tecnologici mettendo in scena una sorta di “prefab show”, con la conseguenza di aumentare la frattura con il pubblico/l’ascoltatore.

Ciò che noWHere considera live electronics è invece una pratica di composizione, produzione/riproduzione, manipolazione e diffusione del suono in tempo reale, quali diversi steps che coesistono nello stesso continuum temporale.

 

Io mi impegno a condividere il seguente elenco di regole e principi confermati nel presente manifesto:

 

  • la performance si basa sull’atto compositivo e la composizione si basa sull’improvvisazione totale e libera;
  • si possono comunque stabilire regole all’improvvisazione e basarsi su un “canovaccio” predefinito;
  • l’atto compositivo può non essere un atto umano, individuale e consapevole, ma il risultato di un processo automatico e generativo;
  • il suono può essere prodotto con strumenti tradizioni, elettroacustici o essere frutto di sintesi analogica o digitale;
  • il sound artist può in tutti i casi servirsi di samples; sta all’onestà intellettuale del performer fare un uso intelligente di materiali preregistrati; in ogni caso tutti i samples utilizzati durante il live set devono essere “raw” (non precedentemente trattati);
  • la manipolazione del suono deve sempre avvenire in tempo reale;
  • il sound artist deve agire secondo la propria capacità di ascoltare le proprie emozioni e manifestarle; un approccio minimale alla performance è comunque un orizzonte concettuale da tenere sempre a mente;
  • il suono deve essere diffuso nello spazio della performance per interagire al meglio, sul piano psicoacustico, con il pubblico/l’ascoltatore;
  • il suono deve essere diffuso in modo da non sommarsi semplicemente all’ambienza dello spazio esistente, ma fondersi in essa, rispettando la sua riverberazione naturale e le sonorità ad esso peculiari.

 

Enrico Coniglio

Venezia-Padova, Luglio 2010. Rivisto in Ottobre 2012.

 noWHere courtesy by Francesco Giannico

 
Licenza Creative Commons
noWHere – an ideal manifest for sound artists by Enrico Coniglio is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.

Commenti:

  • Condivido pienamente, l’unico punto con cui sono forse in disaccordo e’ l’uso di Samples raw, proprio per la definizione di cosa sia ‘raw’. Il materiale e’ sempre un’elaborazione di un segnale anche se proveniente da un microfono, il microfono stesso lo modifica quindi cosa si intenda per RAw e’ da definire. A parte questo anche il fatto di utilizzare dei samples modificati non disturba la mia estetica, credo alla fine l’importante sia che il materiale suoni in maniera interessante se necessita di samples pre-modificati non disturba la mia concezione musicale. Cordiali Saluti. Alberto

  • Grazie per i tuoi commenti Alberto, a prescindere dalle tue giuste osservazioni sul concetto di raw, l’idea base è quella di invitare il performer a lavorare sul suono il più possibile in tempo reale.

    Certo è che ognuno può dare al presente manifesto un grado di adesione diverso e appropriato al proprio modo di lavorare. Io stesso non so se sarei sempre in grado di tenervi fede. In ogni caso l’intenzione non è quella di porre vincoli assoluti, ma linee guida su cui confrontarsi..

  • Assolutamente la performance live sonora secondo la mia sensibiltà dovrebbe essere il meno possibile precostruita da samples.
    Meno si è a conoscenza di quello che accadrà, più i risultati saranno brillanti, originali.
    Libero spazio alla manipolazione, improvvisazione di ogni singolo istante.
    Altrimenti non si potrebbe parlare di Sound Art.

    Gemerk

    http://vimeo.com/58748009







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