Le pioniere della musica elettronica
C’è Bach, che forse era una donna. C’è Walter che sicuramente è diventata Wendy. C’è Daphne che compone musica per radio in una pista di pattinaggio sul ghiaccio, e Laurie bambina che suona un ukulele di plastica. Naturalmente c’è anche molto, molto altro.
Le pioniere della musica elettronica di Johann Merrich (Libro + CD, Auditorium, pp. 190, 24,00 €), da poco nelle librerie, non è semplicemente una storia della musica elettronica al femminile. Certo, non mancano le informazioni riguardo alle principali protagoniste che hanno accompagnato con la loro presenza ed il loro contributo la nascita e lo sviluppo della musica elettronica.
Solo per fare qualche esempio, si va da Lady Ada Lovelace (di cui anche Google ha celebrato i 197 anni dalla nascita pochi giorni or sono), studiosa dei computer ancor prima che i computer esistessero, a Delia Derbyshire che, pur rimanendo nell’ombra, segnò l’immaginario collettivo degli anni ’60 e ’70, curando una delle prime sigle televisive interamente realizzate elettronicamente, quella di Doctor Who, ed ancora Teresa Rampazzi, figura centrale del panorama della musica elettronica in Italia e animatrice di gruppi fondamentali per la sua diffusione nella Penisola (fra gli altri il “Gruppo Enne” e “Nuove Proposte Sonore”) sino a figurare fra i principali promotori del Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova.
Alla fine, di fronte a tante storie e a tanta Storia, viene naturale chiedersi: «ma perché ne sentiamo sempre parlare così di rado?»
Eppure, non si pensi ad una storia elettronica orientata al femminile in maniera unidirezionale; nel corso di questo saggio, Johann Merrich non si limita solo a raccontare di queste donne in modo appassionata; attraverso l’uso intelligente delle interviste realizzati con alcune di queste protagoniste dimenticate, infatti, l’analisi dell’autrice ha il pregio di non indugiare mai nel tracciare un confine di genere, ed anzi, lavora piuttosto per abbattere il pregiudizio che ancora pesa sulla computer music, chiunque ne sia l’autore. Il punto di vista adottato, anche se peculiare, non è un ostacolo alla completezza di questa storia dell’evoluzione della musica elettronica (dai primi vagiti alla maturità, spingendosi anche alle prospettive future); Merrich sa narrare in maniera completa e tridimensionale. Purtroppo un aspetto carente è da segnalare nella cura editoriale, che si dimostra non sempre all’altezza del buon lavoro di sintesi e ricerca portato avanti in questo saggio.
Ma ancora non è finita qui, perché col CD allegato al volume si aggiungono vere e proprie perle d’ascolto, dieci brani essenziali per capire appieno il percorso offerto da Merrich, anche al di là della storia scritta. Apre la raccolta il delizioso Delia’s Psychadelian Waltz di Delia Derbyshire (da ascoltare all’infinito), cui seguono Finding Voice di Laurie Spiegel, Pulse Persephone di Daphne Oram, Mixed Emotions di Bebe Barron, Electronic Composition n. 1 di Daria Semegen, lo shamanico, evocativo e imperdibile viaggio che è Coyote di Alice Shields, A Woman Sees How The World Goes With No Eyes di Pauline Oliveros, le Polifonie di novembre di Teresa Rampazzi (inedite ed appositamente sbobinate per questa raccolta), Paris di Suzanne Ciani e Norton Apple Software di Doris Norton.
[ Le pioniere della musica elettronica di Johann Merrich ]
[ Libro + CD, Auditorium Editore, pp. 190, 24,00 € ]
Approfondimenti
electronicgirls.blogspot.it
www.auditoriumedizioni.it



Bello e doveroso questo libro!