Call for Works #1 | Sorgenti sonore autocostruite: la selezione

di Redazione

AndreaBorghi

Pubblichiamo i risultati del Call for Works per opere realizzate con l’uso di sorgenti sonore autocostruite e/o oggetti preesistenti. Le opere selezionate sono state scelte per aderenza al tema del Call e per la notevole qualità dell’impiego dei materiali sonori.
Qui di seguito l’elenco dei pezzi, accompagnato da brevi descrizioni degli autori e link di approfondimento. Ringraziamo tutti i partecipanti e ci riserviamo di pubblicare prossimamente su musicaelettronica.it gli altri lavori.

ANDREA BORGHI
Discomateria #13 -19 _Marble series (2015-2016)
Installazione\performace sonora per giradischi modificato, dischi in marmo elaborati e trattati in tempo reale con acido cloridrico e materiali vari, computer + Max/MSP.

Discomateria indaga il rapporto tra materia e spazio attraverso il suono prodotto come elemento di integrazione/interazione tra i due. L’uso della tecnologia e dell’elettronica permette di esaltare campi frequenziali e dettagli dello spettro sonoro altrimenti non percepibili. Il suono diventa tattile, la materia uditiva. Discomateria costituisce un ciclo di lavori focalizzati sulla ricerca del suono dei materiali iniziata con Omaggio a Fontana (2010)  e proseguita con Vetrale#2 (2011) sotto forma di atto performativo in collaborazione con Daniele Poletti, Vetrale#1, Omaggio a Yves Klein (2014).

GUSTAF TURMAK
Ho steso le pietre al vento (2015)

La composizione di Turmak è stata pensata per accompagnare dei tableau vivant, così come gran parte della produzione dell’autore è pensata per immagini. Le composizioni vengono effettuate mediante altoparlanti sui quali vengono mossi svariati oggetti come pietre molle e ferraglie. Alla composizione vengono aggiunti suoni di un vecchio cassettone, una chitarra e programmi scaricati gratuitamente dalla rete. Alcune composizioni nascono su nastri ormai troppo vecchi per emettere suoni e giradischi senza puntine che suonano vecchi 78 giri ricomposti. L’approccio alla composizione è non comporre, si tratta in realtà di improvvisazioni, irripetibili nella stessa maniera.

NICOLA GIANNINI
Inner Out (Intimacy) (2016)

Il brano si concentra sui micro-suoni, provocati dal ghiaccio in scioglimento, amplificando suoni normalmente non udibili. Il lavoro out si ispira alla fotografia macro, che offre la possibilità di osservare da vicino le venature di una foglia. Gli strumenti utilizzati per realizzare le trame sonore e gli elementi percussivi sono dei blocchi di ghiaccio all’interno dei quali sono presenti degli idrofoni, microfoni impermeabili che possono essere congelati. Si tratta di un’indagine che mette alla prova la materia, la sua plasticità e le sue forme. Il brano fa parte del progetto di performance Inner Out.

PAOLO PASTORINO
Shortwaves trip (2016)

Questa traccia è stata realizzata con sample registrati da una radio a onde corte. Ho cercato di ricreare un ambiente astratto diverso da quello che produce una normale radio in una stanza. È suddiviso in quattro scene, quattro momenti che descrivono diversi stati d’animo che mi hanno accompagnato mentre componevo. Alterare un ambiente reale è ciò che faccio in tutte le mie composizioni. Attraverso l’elaborazione di suoni concreti, cerco nuovi timbri che mi portino a scegliere differenti strategie compositive e soluzioni, in modo da rendere ogni nuovo lavoro diverso dagli altri. Ogni sample è stato elaborato attraverso alcuni algoritmi sviluppati da me in ambiente Max/MSP.

GIUSEPPE PISANO + DAVIDE PALMENTIERO
Coerenza e mentalità – Faiano City Shuffle (2016)

Allievi di Elio Martusciello al Conservatorio di Napoli, abbiamo deciso di pubblicare i nostri lavori di improvvisazione elettroacustica sotto lo pseudonimo Coerenza e Mentalità per sottolineare l’idea di fedeltà alla linea con cui approcciamo alle nostre pratiche, usando però parole appartenenti ad un’altra sottocultura quella Ultras che per definizione, interessi ed estrazione sociale potrebbe essere collocata quasi all’estremo opposto riguardo alla nostra. La ricerca di trasversalità del linguaggio è il nostro focus principale e si traduce nell’intessere nel nostro modo di fare musica esperienze e vite vissute appartenenti ad altre realtà, anche molto distanti. Il fine è operare una resistenza alla tendenza esclusiva che il nostro mondo musicale costantemente opera nei confronti di tutto ciò che non gli appartiene. Gli strumenti che usiamo per le nostre performances sono una chitarra e un tamburo, entrambi estremamente rimaneggiati e personalizzati al fine di aderire in maniera più precisa alle nostre esigenze sonore. La chitarra di Davide è preparata con oggetti di varia natura e connessa ad un laptop utilizzato per il live processing del segnale. Lo strumento di Giuseppe invece è una cassa di risonanza amplificata in cui generare rumori, a noi piace definirlo un sintetizzatore acustico, in pieno stile musique concrète.

VALERIO ORLANDINI
Una giornata (2015)

Come sorgenti sonore ho utilizzato soltanto oggetti di uso quotidiano, in alcuni casi assemblati a formare piccoli strumenti autocostruiti, registrati con un microfono a contatto e processati con varie catene di effetti. L’idea è quella di ripercorrere una giornata-tipo attraverso gli oggetti di uso comune (pentole, contenitori, articoli da ufficio, tavoli, ecc.), trasfigurati però con una massiccia effettistica che ne ricerca il lato più nascosto e sognante, distaccato ed astratto dall’esperienza quotidiana ma pur sempre proveniente da essa.

Questa la playlist completa

img: Andrea Borghi, Discomateria #14 _ Marble series 2016

 

Call for Works #1 | Sorgenti sonore autocostruite: la selezione ultima modifica: 2016-05-18T10:30:13+00:00 da Luisa Santacesaria

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