Cos’è il live coding? Una breve introduzione

di Giovanni Mori

Chris Kiefer durante una performance

Diverse volte durante la mia attività mi sono trovato a parlare con persone di diversa estrazione, cultura e competenza musicale e moltissime volte, quando dovevo spiegare qual era l’argomento centrale di cui mi occupo, mi sono trovato in una certa difficoltà a far comprendere di cosa si trattasse di preciso. Infatti, almeno in Italia, per una serie di motivi diversi, ancora non si ha un’idea chiara di cosa sia il live coding, in cosa consista in pratica e quali siano le sue potenzialità espressive. Quindi questo breve post ha l’ambizione di dare alcuni riferimenti al lettore, in modo che si possa orientare in caso venga in contatto con questa disciplina.

Innanzitutto una breve, generica definizione. Il live coding è una tecnica performativa improvvisativa in cui il performer utilizza un linguaggio di programmazione per impartire le istruzioni da svolgere al calcolatore in forma di algoritmi. Detta così, sembrerebbe una semplice attività di programmazione informatica ma, rispetto a questa, il live coding si differenzia dal fatto di essere svolta live, dal vivo appunto, di fronte a un pubblico. Quindi si aggiunge il fattore della performance, dell’imponderabile e dell’estemporaneità in cui è possibile commettere errori che possono essere percepiti dal pubblico, e che possono compromettere il risultato finale.

Una precisazione: il live coding non è un genere musicale. Viene impiegato principalmente in musica, ma non può essere categorizzato come genere, in quanto per mezzo di esso possiamo ottenere tutta una serie di diversi generi e pratiche, dalla musica d’avanguardia sperimentale al noise, per finire alla dance music. Il live coding, infatti, può essere utilizzato in una sala da concerto, in discoteca o in un club di musica dal vivo. Nel caso della performance musicale, il musicista scrive dal vivo il codice sorgente in forma di algoritmi, spesso visibile anche al pubblico grazie all’uso di proiezioni video. Quando l’algoritmo è completo, il performer esegue il codice che viene decodificato dalla macchina e produce un risultato sonoro. La performance musicale, quindi, consiste in un dialogo continuo tra uomo e macchina, in una sorta di rapporto direttore/esecutore in cui il primo non ha mai un pieno controllo sul secondo. Inoltre, il codice sorgente viene continuamente modificato dal musicista per variare i risultati musicali. Il live coder, di conseguenza, per il fatto di essere sul palco di fronte a un pubblico – che spesso può anche leggere ciò che sta scrivendo – è il vero e proprio artefice del prodotto finale.

Thor Magnusson, uno dei maggiori esponenti del movimento dei live coder, afferma che il live coding musicale è un’attività di composizione dal vivo. Pertanto, l’impiego di questa tecnica richiede lo sviluppo di abilità sia nel campo della composizione musicale sia in quello della performance live. Il live coder deve allora acquisire la capacità di astrarre il pensiero musicale, cercando di tradurre i suoni che ha in testa in linguaggio di programmazione, in modo tale che l’esecutore, ovvero il software che è in esecuzione sul computer, possa interpretare le istruzioni impartite e svolgere il compito. Il codice, seguendo quanto detto sopra, viene a configurarsi come una sorta di partitura musicale, che viene scritta dal vivo e ha carattere modulare e rizomatico (per prendere in prestito un termine dai filosofi Gilles Deleuze e Felix Guattari), ovvero ha una struttura non lineare ma a blocchi non gerarchici che vengono continuamente modificati e trasformati dal performer.

Per farvi capire meglio, vi propongo la visione di alcuni video che mettono in pratica i concetti appena spiegati, in modo tale da renderli più chiari.

Il primo è un video di Andrew Sorensen, uno dei pionieri del live coding con base in Australia. In questa presentazione alla Open Source Convention del 2014 dà un esempio pratico e facilmente comprensibile di cosa lui pensa che sia il live coding, accompagnando la spiegazione con un esempio musicale. Se non capite l’inglese non c’è problema, saltate direttamente al minuto 2:00 dove inizia a suonare.

 

Un secondo video che vorrei proporre vede come protagonisti Alex McLean e Dan Hett, entrambi inglesi. Il primo, detto anche Yaxu, si occupa della parte sonora della performance, mentre il secondo, detto anche Rituals, si occupa della parte visiva. Entrambi impiegano la tecnica del live coding, declinata ovviamente in maniera diversa. Questo video dimostra che il live coding non viene utilizzato soltanto per la performance musicale ma anche per altri scopi.

 

Infine, un ultimo assaggio di cosa è possibile ottenere attraverso il live coding è l’attività di Kate Sicchio, una coreografa statunitense che utilizza questa tecnica per programmare dal vivo alcune periferiche indossabili dai danzatori per far in modo che chi le indossa abbia delle istruzioni in tempo reale su come svolgere una coreografia.

 

Forse vale la pena menzionare un altro progetto partecipato da Alex McLean aka Yaxu, in cui il codice va a formare dei pattern visivi che vengono poi impiegati per la creazione di tessuti. Il progetto si chiama Penelope e raccoglie diversi tipi di ricerca sull’arte tessile. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del progetto: https://penelope.hypotheses.org/

Quindi, per concludere, spero che questo post abbia reso più chiaro a chi l’ha letto la natura del live coding e le sue possibilità espressive. Per chi fosse interessato ad approfondire, lascio sotto alcuni link ai siti di riferimento della galassia del live coding, rappresentata dalla sigla TOPLAP, acronimo che sta per Temporary Organisation for the Promotion of Live Algorithmic Programming.

––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

Link:

Sito ufficiale di TOPLAP: https://toplap.org/
Sito ufficiale di Alex McLean: https://yaxu.org/
Profilo Twitter di Andrew Sorensen: https://twitter.com/digego
Sito ufficiale di Thor Magnusson: http://www.ixi-audio.net/thor/
Sito ufficiale della International Conference on Live Coding: https://iclc.livecodenetwork.org/
Sito ufficiale di Dan Hett: https://danhett.com/
Sito ufficiale di Kate Sicchio: http://blog.sicchio.com/

Cos’è il live coding? Una breve introduzione ultima modifica: 2018-04-27T09:31:41+02:00 da giovanni

Lascia una risposta