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“Deluge en Decembre” al GMVL di Lione

Si è tenuta lo scorso Dicembre a Lione una manifestazione di grande interesse per il mondo della musica elettroacustica, che ha coinvolto più di 20 artisti del suono provenienti da tutta Europa. “Deluge en Decembre” ha proposto al pubblico una serie di concerti e installazioni sonore fruibili all’interno di villa Gillet, la sede del Groupe Musiques Vivantes de Lyon.

La villa è stata letteralmente invasa da un pubblico molto eterogeneo, chiaramente alla ricerca di nuovi suoni e nuove musiche del tutto estranee al trionfo del mainstream che proprio in quel periodo, sempre a Lione, invadeva lo spazio cittadino. Erano infatti i giorni della celebre “fete des lumieres”, uno di quegli eventi che attirano centinaia di migliaia di turisti dell’arte ogni anno. C’era anche chi azzardava cifre vicine al milione di visitatori.

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Abbasso i concerti di musica contemporanea! #2

E i compositori? Per la maggior parte di loro pare che il concerto – più o meno tradizionale – sia l’unico contenitore degno di veicolare le loro creazioni. E infatti, se guardiamo i programmi dei festival di musica contemporanea troviamo concerti, e ancora concerti; sì, c’è qualche installazione sonora, qualche intervento all’aperto, ma è roba un po’ di contorno.

E i compositori si lamentano che i concerti con le loro musiche sono troppo pochi – in effetti, proporzionalmente non sono tanti. Ma ragioniamo: i concerti costano e quelli di musica contemporanea spesso vendono pochi biglietti, e, temo, saranno sempre una minoranza quelli che scelgono di uscire di casa per andare ad un evento caratterizzato da quella discrepanza tra contenitore e contenuto di cui ho parlato nella prima puntata.
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Abbasso i concerti di musica contemporanea! #1

Scherzo, ma non del tutto …e parto con un aneddoto. Nel 1973 – allora insegnavo alla McGill University a Montréal – riuscii a portare alla facoltà di musica il compositore e pianista Frederic Rzewski per una conferenza/presentazione del suo lavoro. Il giorno seguente portai lui e un suo figlio che lo aveva accompagnato a fare un giro della città.

Ad un certo punto passammo vicino a un enorme stadio da baseball. Come si sa, le partite di baseball (almeno in Nordamerica) sono accompagnate dalle esecuzioni estemporanee di un organista. Frederic disse: “Mi piacerebbe avere il lavoro di quell’organista.” “E perché?” “Così potrei intrufolarci della musica mia.”  Io ci risi su, lo trovavo un’idea bislacca. Ma più passano gli anni e sempre di più mi convinco che Frederic aveva toccato un punto importante. Leggi tutto »

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Giornata di studi Just For Dancing

Vorrei porre all’attenzione degli amici di questo blog l’evento organizzato dalla Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia, con sede nella cosiddetta città della musica, Cremona.

La giornata è intitolata Just For Dancing perché ha lo scopo di riscattare la musica elettronica popular identificata volgarmente anche con il termine dance o più semplicemente “musica da discoteca”. Per far questo, gli organizzatori Nicola Bizzaro e Alessandro Bratus si prefiggono di portare a galla e approfondire, attraverso gli interventi dei relatori, le caratteristiche costruttive e l’impatto sociale di questo genere musicale, sfatando il mito per cui essa sia solo musica da ballo, just for dancing appunto, senza alcun valore artistico o culturale.

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Le pioniere della musica elettronica

C’è Bach, che forse era una donna. C’è Walter che sicuramente è diventata Wendy.  C’è Daphne che compone musica per radio in una pista di pattinaggio sul ghiaccio, e Laurie bambina che suona un ukulele di plastica. Naturalmente c’è anche molto, molto altro. Leggi tutto »

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noWHere – ideale manifesto per sound artists

noWHere è un ideale manifesto pensato per sound artists che operano nell’ambito della musica ambient, elettronica ed elettroacustica.

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Il compositore relativizzato – parte 3

Come abbiamo visto, nelle opere appartenenti alla grafica musicale o alle partiture verbali l’autore si affianca a dei co-autori che poi saranno responsabili della veste sonora del brano. Sempre negli anni 60 cresce anche notevolmente l’interesse per un co-autore (se così vogliamo chiamarlo) non più umano, cioè il caso.

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Il compositore relativizzato – parte 2

“Make sounds with stones, draw sounds out of stones, using a number of sizes
and kinds (and colors); for the most part discretely; sometimes in rapid
sequences. For the most part striking stones with stones, but also stones on
other surfaces (inside the open head of a drum, for instance) or other than
struck (bowed, for instance, or amplified). Do not break anything.”

Stones, Christian Wolff, da Prose Collection, 1969

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Il compositore relativizzato – parte 1

“…when you get right down to it,
a composer is simply someone who
tells other people what to do.”
John Cage

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Filosofia e tecnologia sulle tracce di Nono

Vedere all’opera Andrea Santini significa avere finalmente la prova che possano coesistere nella stessa testa un’alta conoscenza teorica e una competenza pratica, una filosofia pragmatica e una tecnologia astratta.

Artista audiovisivo e musicista specializzato in spazializzazione del suono, live electronics e sistemi interattivi, e – dal settembre 2011 – coordinatore e docente del corso di laurea in Audio Production al SAE Institute di Lubiana, Andrea Santini è una sorta di vulcano quieto, e mentre ti parla, sempre sereno, quasi non sospetti la quantità di materiale lavico che il suo cervello sta amalgamando nel frattempo.

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