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“Electronicgirls Crossing the Line”, download now!

Electronicgirls è una netlabel nata nel 2010 con una doppia vocazione: un occhio rivolto alla storia e alla diffusione dell’opera e dell’impegno femminile sin dall’origine dell’avventura della musica elettronica, e un altro occhio puntato sull’oggi, per sostenere e divulgare le tante, nuove proposte sonore al femminile. La scuderia Electronicgirls è infatti ben fornita con una quindicina di artiste dagli stili e dalle influenze molto diverse fra loro (un’idea la si può ricevere dal convincente esordio della netlabel, la compilation “Electronicgirls Volume 1”, scaricabile gratuitamente qui).

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Theremin, lo strumento delle meraviglie atterra al MaRT

Uno strumento piccolo come un sintetizzatore, da utilizzare semplicemente “suonando” l’aria con le mani. E’ il theremin, ritenuto il primo strumento musicale elettronico della storia, inventato nel 1919 dallo scienziato e musicista sovietico Léon Theremin. Il suono si realizza interferendo con le mani sulle onde elettromagnetiche sprigionate dalle due antenne ai lati dello strumento (una per l’altezza del suono, una per il volume).

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“Musiche Viventi” a Lione: reportage #2

Dopo la precedente puntata continuiamo il resoconto sulle esperienze musicali e didattiche all’interno del centro di ricerca per la musica elettroacustica GMVL (Groupe Musiques Vivantes Lyon). Questa volta illustrerò alcuni aspetti relativi al lavoro di pedagogia musicale con i bambini di Carole de Haut-Darwiche e alcuni aspetti compositivi dell’opera di Bernard Fort nell’utilizzare i suoni degli uccelli all’interno dei propri brani.

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“Musiche Viventi” a Lione: reportage #1

Gli studi del GMVL (Groupe de Musiques Vivantes de Lyon) di Lione, Francia, si trovano su una delle colline più belle della città, dalle quali è possibile affacciarsi sul fiume Saona che taglia in due assieme al Rodano il centro storico. Sulla collina si trova il piccolo ma assai curato parco della Cerisaie, al centro del quale è situata Villa Gilet, fulcro per tutto l’anno di molteplici iniziative culturali della città. Tutto il piano inferiore della villa ospita i laboratori del GMVL e un piccolo teatro. Il centro, fondato nel 1975 da Bernard Fort e Marc Favre, entrambi precedentemente assieme anche al GRM di Parigi, nasce per promuovere la creazione, la didattica e le pubblicazioni legate alle nuove tecnologie in musica, utilizzando tecniche elettroacustiche, in cui spesso l’attenzione alla natura e al paesaggio sonoro svolge un ruolo centrale nella ricerca. Da qui l’idea delle Musiques Vivantes, seguendo un percorso di ricerca, di produzione e di didattica mirata allo studio dei limiti tra l’astrazione e la figurazione naturale e culturale.

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Far nascere la musica contemporanea

L’articolo interessante dell’amico Luigi Mastandrea, che prende a sua volta le mosse da un articolo pubblicato da Renato Rivolta dal titolo un po’ inquietante “La musica contemporanea è morta”, esprime con chiarezza alcuni dei problemi che riguardano oggi il rapporto tra musica e società, riferendoli in particolar modo al mondo della musica elettronica.

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Musica: il garage, il salotto e la cucina

La cucina, nel senso più alto del termine, è una delle maggiori espressioni di una cultura. E’ un fatto acquisito ed è anche la premessa di questo testo. Reduce da un periodo a Parigi ho avuto modo di ascoltare diversi concerti nell’ambito del Festival Présences Électronique, organizzato dall’INA-GRM ma anche un concerto finale del famoso Atelier per giovani compositori tenuto all’Ircam, il grande centro francese di informatica musicale.

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Ascoltare Beatrice all’Inferno

Andato in scena il 16 marzo scorso per la riapertura del Teatrino Groggia (Cannaregio, Venezia) Beatrice all’Inferno, diabolus in musica è una nuova produzione di UbikTeatro, giovane compagnia veneta che ormai da cinque anni affronta un percorso di riflessione sul teatro come forma sonora. Un percorso che porta di volta in volta le due anime della compagnia, Francesca Sarah Toich e Andrea Santini, a ripensare come esperienza originale il momento dell’ascolto.

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Cage, Wolff, Cardew e AngelicA

Un clima informale per un compositore informale. AngelicA in collaborazione con l’Associazione Mask festeggia John Cage accostandolo a Cornelius Cardew e Chirstian Wolff, compositori vicini alla New York School degli anni ‘40-‘50, in un interessante concerto caratterizzato dall’improvvisazione su partiture grafiche. L’evento rientra nel progetto “centocage: Bologna rende omaggio a John Cage (1912 – 1992 – 2012)” coordinato dal Settore Sistema Culturale e Giovani del Comune di Bologna per la celebrazione del centenario dalla nascita e il ventennale dalla morte di John Cage, che vede fiorire sinergie tra diverse istituzioni (Comune, Provincia, Università, Fondazione Teatro Comunale, Conservatorio di Musica, Fondazione Musica Insieme, Biblioteca Salaborsa, Museo internazionale e Biblioteca della Musica) e realtà culturali bolognesi di spicco (tra le quali AngelicA, Biografilm Festival, Gender Bender Festival).

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La concezione del caso tra Xenakis e Cage

La nozione di Caso è uno snodo centrale nel dibattito e nelle poetiche delle avanguardie artistiche del ’900. Naturalmente si possono rintracciare disquisizioni sull’argomento anche prima del ’900 ma in questo secolo il tema diventa centrale a causa dell’ininterrotta serie di teorie scientifiche che irrompono come tecnica nella società modificandola profondamente. La termodinamica, basata appunto sulla teoria probabilistica dei gas, aveva già sconvolto la vita degli occidentali nel secolo precedente. La scoperta dell’effetto fotoelettrico nel 1905 ad opera di Einstein e la successiva introduzione della funzione di probabilità nell’equazione di Schrödinger aggiungeranno ulteriori argomenti al dibattito; un dibattito che uscirà ben presto dai convegni scientifici se lo stesso Einstein rifiutando le estreme conseguenze della sua scoperta affermerà pubblicamente: “Dio non gioca a dadi con l’Universo”. Ovviamente i musicisti, come tutti gli altri artisti, non saranno immuni a questa rivoluzione del pensiero. Nel dopoguerra il caso diventerà un argomento centrale nella poetica e nell’estetica di due compositori di capitale importanza: Xenakis e Cage.

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HOLO: il minimalismo individuale nel suonare insieme

Sembra proprio che la ricerca elettroacustica stia riscoprendo il concetto di “arte minimale”. Ci sono molti segnali. Due di questi giungono dalla periferia pistoiese: il teatro “Il Moderno” di Agliana propone infatti da un po’ di tempo una serie di piccoli concerti dedicati alla giovane scena elettronica e gli ultimi due appuntamenti (quello con il duo Luciano Maggiore & Francesco “FUZZ” Brasini e quello con HOLO Unplugged Laptop Ensemble) hanno indicato questa strada.

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