Brevi storie di musica elettronica | All’ombra del monte Fuji #4: Yoko Ono, contaminazioni, pregiudizi e dissenso

di Johann Merrich*

Nessuna protagonista delle arti contemporanee è stata odiata quanto Yoko Ono; prima di avventurarci nell’ultimo viaggio in Giappone, sarà bene ricordare che l’ombra del pregiudizio ha una caratteristica essenziale: è sempre capace di zittire l’eco della storia.

Come la maggior parte delle donne giapponesi che si sono espresse nella sperimentazione, anche Yoko Ono apparteneva a una famiglia altolocata: grazie all’occupazione del padre alla Banca di Tokyo, Ono cresce tra l’aristocrazia giapponese ricevendo la migliore educazione. Accolta alla Jiyu Gakuen, scuola aperta ai soli membri della famiglia imperiale e ai loro associati, a quattro anni inizia a prendere lezioni pianoforte e a quattordici la via da seguire le si fa chiara, tanto da annunciare alla famiglia la ferma intenzione di diventare compositrice.

Nel 1952, Ono è la prima donna ammessa al dipartimento di filosofia dell’università Gakushuin; l’anno successivo si trasferisce a Manhattan con il padre. Interessata alla musica dodecafonica, tra 1953 e 1956 studia composizione al Sarah Lawrence College accorgendosi dei limiti della scrittura musicale convenzionale: dopo aver tentato invano di tradurre in note le voci di alcuni uccelli, decide di includere nei suoi lavori parole e istruzioni, spesso concepite come esercizi per l’immaginazione. Composto di una sola nota, Secret Piece (1953) prevede un’indicazione per l’esecuzione (with the accompaniment of the birds singing at dawn) che Ono rimaneggia sino a conquistare la formula definitiva: Decide on one note that you want to play. Play it with the following accompainment: “The woods from 5 a. m. to 8 a. m. in summer.

Nel 1955 incontra il futuro marito, il pianista e compositore Toshi Ichiyanagi: la coppia entra ben presto in contatto con i circoli d’avanguardia radunati attorno a John Cage. Dal 1958, i due frequentano assiduamente il compositore americano, amplificandone gli interessi per la cultura Orientale. La lunga amicizia tra Cage e Ono sarà suggellata da 0’00”, secondo lavoro silenzioso che il compositore dedicherà ai coniugi ringraziandoli per l’aiuto nell’organizzazione della tournée giapponese del 1962.

In poco meno di un biennio il loft di Ono e Ichiyanagi diviene il punto d’incontro della scena artistica di New York, uno spazio dove testare le esplorazioni artistiche che convincerà molti artisti a trasferirsi dalla California alla Grande Mela. Nell’inverno del 1960, il loft di Chamber Street vede l’avvio della collaborazione tra Ono e La Monte Young: i due propongono una serie di happening e azioni sperimentali a base di musica, poesia e performance che vedranno spesso tra il pubblico John Cage, Marcel Duchamp, Peggy Guggenheim e David Tudor. In questo contesto vibrante, Ono appare in IBM for Merce Cunningham di Toshi Ichiyanagi (1961); i concerti di Chamber Street ispireranno, tra gli altri, George Maciunas e contribuiranno alla nascita del movimento Fluxus: “This whole series gave me an idea to imitate it and make an even more extensive series at our new gallery“.

È questo il periodo in cui Ono concentra le attenzioni sul mezzo visivo, estendendo altresì il concetto di voce come strumento sperimentale e potenziando la partecipazione degli spettatori nell’esperienza artistica attraverso la somministrazione di istruzioni capaci di completare l’opera d’arte. Le sue performance divengono sempre più accoglienti e partecipative: in An evening of Contemporary Japanese Music and Poetry (1961) le poesie di Ono subiscono la risposta sonora delle improvvisazioni di alcuni musicisti – Ichiyanagi, Toshiro Mayuzumi e David Tudor. La performance include anche il suono dello sciacquone del bagno del locale che accoglie l’azione, appositamente amplificato e azionato in momenti precisi dello spettacolo grazie all’uso di un cronometro. Risale sempre allo stesso anno Of a grapefruit in the world of park dove il nastro magnetico diviene mezzo per trasmettere frammenti di letture scelti a caso, registrazioni di canti sperimentali ed emissioni vocali simili a versi di animali; la versione di quest’opera, nella forma ideata per la Carnegie Hall, incluse la collaborazione di George Brecht, Philip Corner, La Monte Young e Trisha Brown. Alla Carnegie Hall furono inoltre presentati A Piece of Strawberries and Violin e AOS – to David Tudor che combinava suoni elettronici, voci e suoni strumentali, movimenti del corpo e di oggetti come tavoli, sedie e scatole. In AOS nessuno degli esecutori conosceva le istruzioni che Ono aveva dato agli altri e ogni performer era munito di microfoni a contatto per amplificare i suoni dei movimenti in scena. Presentandosi come un format interdisciplinare, il recital alla Carnegie Hall – che vide George Maciunas tra gli organizzatori – ruppe le tradizionali separazioni tra musica, arte, danza, teatro e poesia e convinse la violoncellista Charlotte Moorman a organizzare l’Avant-Garde Art Festival di New York a partire dal 1963.

Separatasi dal marito, nel 1962 Ono fa ritorno in Giappone. A Tokyo invita i protagonisti delle avanguardie del paese a collaborare nella serie Works of Yoko Ono. In uno dei lavori presentati, Audience Piece, i performer avevano il compito di osservare il pubblico negli occhi, trasformando i fruitori in attori. La critica giapponese stroncò l’operazione e in molti accusarono Ono di essere solo un plagio scadente di John Cage. A nulla valsero i tentativi di difesa: Ono si vide tagliata fuori dalla ribalta artistica giapponese; la condizione di isolamento contribuì allo sviluppo di una depressione sfociata in un tentato suicidio e coronata dal ricovero in una clinica psichiatrica. Ripresasi dall’esaurimento, nell’ottobre del 1962 è invitata da Cage e Tudor a prendere parte al loro tour giapponese; partecipa come performer a Music Walk e Aria and Solo piano with Fontana Mix. Ancora una volta, la stampa con lei sarà spietata. Nel 1964 Ono lascia il Giappone per fare ritorno a New York. Nella Grande Mela, la comunità artistica l’accoglie come una delle più importanti celebrità delle avanguardie, aiutandola a recuperare un senso di appartenenza e stimolando la voglia di nuovi esperimenti artistici. Nel 1966 Ono parte alla volta di Londra per espandere la sua ricerca, ma forse quel che viene dopo vi è più noto…

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img © Eeviac

Organizzatrice di suoni, Johann Merrich si occupa di ricerca e sperimentazione elettronica. I suoi progetti in solo ed ensemble – presentati a Santarcangelo Festival (2018) e alla Biennale D’Arte di Venezia (Padiglione Francia, 2017) – sono stati accolti come opening da artisti quali Zu, Teho Teardo, Mouse on Mars, Roedelius ed Evan Parker. Direttore artistico della netlabel electronicgirls, dal 2018  fa parte assieme a eeviac de L’Impero della Luce, duo dedicato alle sonorità dei campi elettromagnetici. Nel 2019 ha pubblicato per Arcana Edizioni il libro “Breve storia della musica elettronica e delle sue protagoniste”. A partire dal mese di maggio 2019, propone per musicaelettronica.it una nuova visione della storia della musica elettronica.

https://soundcloud.com/johann-merrich
http://johannmerrichmusic.wordpress.com/

Brevi storie di musica elettronica | All’ombra del monte Fuji #4: Yoko Ono, contaminazioni, pregiudizi e dissenso ultima modifica: 2020-03-17T09:24:45+00:00 da Luisa Santacesaria

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