I dischi del mese | maggio 2020

di Marco Baldini

  • Jd Zazie – Memory Loss (Burp Publications, CX01)
Carapax è la nuova collana della storica etichetta fiorentina (oggi di stanza a Berlino) Burp Publications, fondata negli anni Novanta da Mat Pogo e Roberta WJM Andreucci. Il lavoro che apre questa nuova serie è Memory Loss di Jd Zazie, al secolo Valeria Merlini, DJ, sound artist e curatrice musicale (del suo festival MuseRuole – Women in Experimental Music ospitato dal Museion di Bolzano avevamo parlato qua).

Realizzato durante una residenza presso Q-O2 a Bruxelles (il progetto è iniziato qua accidentalmente in seguito all’osservazione di dischi rigidi danneggiati e dai successivi tentativi di recuperare i dati persi) e AIR KremsMemory Loss è una composizione in quattro movimenti per dispositivi di riproduzione che utilizza esclusivamente registrazioni di suoni elettromagnetici provenienti da dischi rigidi, dati audio danneggiati e field recordings. Si tratta di un lavoro straordinario che impiega, come si legge nelle note che accompagnano la pubblicazione del disco, un approccio ibrido che unisce “metodi e pratiche tipiche dell’elettroacustica, del DJing, del turntablism sperimentale e del collagismo astratto” rinunciando volutamente a qualsiasi tipo di elaborazione digitale per preservare al massimo le caratteristiche delle registrazioni e prediligendo unicamente le possibilità offerte dalla strumentazione da DJ: equalizzazione, taglio, mixaggio e variazione di velocità.

Jd Zazie presenta Memory Loss a Heroines of Sound (Berlino, 2016).

 

  • Alvin Lucier – Vespers (Blume, BLUME17)
In Music 109 – Notes On Experimental Music, Alvin Lucier racconta che Vespers (1969)fu ispirato dalla lettura di Listening in the DarkEchoes of Bats and Men di Donald Griffin, opere pionieristica nel campo degli studi sull’ecolocazione animale. Soprattutto il secondo – uno studio molto circostanziato sul sistema di emissione/ricezione dei suoni che permette ai pipistrelli di evitare gli ostacoli e cacciare – si rivelò fondamentale per lo sviluppo del pezzo.
I pipistrelli emettono onde pulsate ad altissime frequenze, la eco di queste onde che rimbalzano su un oggetto o un’eventuale preda torna indietro al pipistrello fornendogli informazioni relative alla distanza, alla posizione e alla velocità di movimento. “Fui davvero molto impressionato da queste creature che impiegano il suono in una maniera così raffinata per sopravvivere” (A. Lucier).
L’incontro con la Listening Incorporated, una società che cercava di elaborare dispositivi per permettere l’interazione tra uomini e delfini, permise a Lucier di poter accedere al Sondol (Sonar Dolphin), un oscillatore a onda pulsata portatile. Il Sondol funzionava come un sonar: “aggiustai il pulse rate – non era possibile cambiare il volume o qualsiasi altro parametro – e immediatamente sentii la rifrazione che tornava indietro dall’ambiente circostante”. Lucier comprò quattro Sondol e decise di realizzare un pezzo performativo. La prima avvenne all’Once Festival a Anne Arbor, Michigan, organizzato da Robert Ashley e Gordon Mumma. Quattro performer, ognuno con un sondol, vennero bendati da Lucier che dispose delle sedie e alcuni vasi di piante come ostacoli all’interno dello spazio performativo. Lucier non realizzò nessuna partitura per il pezzo, ma solo alcune indicazioni. I performer dovevano muoversi verso un punto centrale predeterminato cercando di evitare gli ostacoli, ascoltando l’eco che tornava indietro dopo averli colpiti.
“Ho chiamato il pezzo Vespers per due motivi. I Vespri sono una delle sette ore canoniche della chiesa cattolica che hanno luogo nel tardo pomeriggio/prima parte della sera (…). Vespers allude anche ai pipistrelli comuni del Nord America, appartenenti alla famiglia dei vespertilionidae. Volevo rendere omaggio a queste creature coraggiose e incredibilmente dotate che sono così discriminate dalla nostra cultura. I pipistrelli sono esseri favolosi!”.

Vespers esce per Blume in versione Lp, con un’introduzione di Robert Ashley e due note/saggi di Gaia Martino e Bradford Bailey. Contiene anche un altro iconico pezzo di Alvin Lucier, Chambers (1968).

I dischi del mese | maggio 2020 ultima modifica: 2020-05-29T09:40:42+00:00 da Luisa Santacesaria

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