Musica elettronica dalla zona grigia: Sofia Gubaidulina e il sintetizzatore ottico ANS

di Johann Merrich*

Compositrice universalmente celebrata, sino agli anni Ottanta Sofia Gubaidulina ha vissuto in una zona grigia della produzione culturale russa, rintanata in uno squarcio segretamente aperto attraverso la rigorosa cortina del realismo socialista. In questo cono d’ombra, Gubaidulina ha composto la sua meravigliosa Vivente Non Vivente (1970), realizzata attraverso uno dei pochi sintetizzatori al tempo disponibili nel suo paese: l’ANS.

Nata nel 1931 nella Repubblica del Tatarstan, Gubaidulina si diploma in composizione al Conservatorio di Kazan negli anni Cinquanta, proseguendo gli studi al Conservatorio di Mosca con Nikolai Peiko – già assistente di Shostakovich – e Vissarion Shebalin. Come molti altri suoi colleghi e compatrioti, anche Gubaidulina lavora immersa in un clima di profonda repressione: idiomi innovativi e pratiche distanti dalle poetiche di regime sono messe a tacere dalle sciabole della censura. Ricorda Gubaidulina:

Quasi tutta la musica Occidentale del Ventesimo secolo era proibita, fatta eccezione per Bartók. Qualche volta le autorità del Conservatorio di Mosca organizzavano dei raid nei dormitori degli studenti, a caccia di partiture e di scritti di compositori occidentali contemporanei”.

A partire dalla metà degli anni Sessanta, il modernismo di Gubaidulina trova un porto sicuro nella musica per il cinema: nel 1966 compone la colonna sonora di Vertikal, film di Stanislav Govorukhin e Boris Durov sulla conquista dell’immaginario monte Hor-Tau che diventerà ben presto campione sovietico di incassi al botteghino.

Per quanto utili al sostentamento, i servizi per le immagini in movimento non riescono a restituire del tutto alla compositrice la meritata libertà creativa; per far fronte al desiderio di esplorazione musicale, Gubaidulina si unisce così al gruppo di artisti attivi allo Studio Sperimentale di Musica Elettronica di Mosca, realtà aperta nel 1966 nella cantina del vecchio appartamento del compositore Alexander Scriabin. In questo luogo pericolosamente in bilico sul filo della legalità, la casa discografica Melodiya aveva allestito alcuni dei macchinari inventati da Scriabin con il proposito di inciderne i lavori sperimentali dedicati alle relazioni tra luce, suono e colore; sopravvissuto alla censura, il dispositivo ottico di Scriabin concepito per accompagnare la “sinfonia del fuoco” con giochi di luci e ombre colorate è fonte di ispirazione per l’ingegnere Yevgeny Murzin, padre del “sintetizzatore di suono foto-elettronico ottico” ANS, concepito tra 1937 e 1958. Installato presso lo Studio Sperimentale, l’ANS – acronimo di Alexander Nikolayevich Scriabin – permise la realizzazione di numerose opere, concedendo ai compositori la possibilità di sperimentare con i nuovi linguaggi dell’elettronica.

Il dispositivo di Murzin trova radici nel mondo della sincronizzazione sonora e della tecnica cinematografica delle optical soundtrack sviluppate con fervore a Leningrado tra 1920 e 1930; il principio di sintesi foto-elettronica dell’ANS implicava la trascrizione dei suoni in forma grafica su di una lastra coperta da uno strato di colore nero. Rimuovendo il colore nei punti appropriati, il compositore creava un sistema definito di interruzioni: un suono più ricco richiedeva di tracciare una linea (anziché un punto), e un accordo veniva creato attraverso l’apposizione di diversi punti in luoghi differenti della lastra. Interruzioni, punti e linee così realizzate agivano sulla regolazione della luminosità dei raggi luminosi diretti su elementi fotografici attraverso dischi rotanti impiegati come modulatori di frequenza. Grazie a questo effetto, la luce attivava un sistema di generatori di suono capace di creare toni sinusoidali, offrendo così la possibilità di comporre oscillazioni di qualsiasi livello di complessità. Lavorando sulla partitura a lastra del sintetizzatore, il compositore si comportava come un pittore: dipingeva, ritoccava, cancellava e depositava immagini in codice, creando immediatamente un controllo uditivo sul risultato. Provvisto di un sistema di memoria, l’ANS poteva ricordare le elaborazioni al fine di essere riutilizzate in seguito.

Gubaidulina lavora allo Studio Sperimentale tra 1969 e 1970, sfidando con coraggio il recinto stilistico proposto dall’Unione dei Compositori. I suoi lavori cominciano a includere “elementi del folklore, strumenti antichi e moderni, suoni concreti, sintetici e rumori incisi su nastro e trasformati elettronicamente per fuggire dal nostro controllo”. Dall’impiego dell’ANS nasce così Vivente Non Vivente (1970), brano interamente composto con il nuovo dispositivo. Come ricorda la stessa Gubaidulina, i primi entusiasmi verso il mezzo elettronico scemarono però rapidamente:

“All’inizio, come molti altri compositori, presi parte allo Studio Sperimentale di Musica Elettronica di Mosca. Lì eravamo tutti uniti, era una sorta di società esoterica di musicisti che volevano fare qualcosa in quel campo. Parlando francamente, alla fine rimasi delusa: in prima battuta pareva che si potesse fare di tutto con il suono elettronico, poi, quando capisci che non puoi fare questo o quello… “.

Negli anni Settanta, Gubaidulina è ufficialmente inserita nella lista nera dei musicisti banditi dall’Unione dei Compositori. La stessa sorte era toccata un paio di decenni prima a Galina Ustvolskaya, allieva di Shostakovich colpevole di aver sviluppato uno stile compositivo originale, riconoscibile e divergente da quello del regime. A proposito di quel periodo di isolamento, Gubaidulina affermerà:

Essere nella lista nera – e dunque senza possibilità di vedere eseguiti i miei lavori – mi ha dato libertà artistica; anche se non riuscivo a guadagnare abbastanza, potevo scrivere tutto ciò che volevo senza compromessi”.

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img © Eeviac

Organizzatrice di suoni, Johann Merrich si occupa di ricerca e sperimentazione elettronica. I suoi progetti in solo ed ensemble – presentati a Santarcangelo Festival (2018) e alla Biennale D’Arte di Venezia (Padiglione Francia, 2017) – sono stati accolti come opening da artisti quali Zu, Teho Teardo, Mouse on Mars, Roedelius ed Evan Parker. Direttore artistico della netlabel electronicgirls, dal 2018  fa parte assieme a eeviac de L’Impero della Luce, duo dedicato alle sonorità dei campi elettromagnetici. Nel 2019 ha pubblicato per Arcana Edizioni il libro “Breve storia della musica elettronica e delle sue protagoniste”. A partire dal mese di maggio 2019, propone per musicaelettronica.it una nuova visione della storia della musica elettronica.

https://soundcloud.com/johann-merrich
http://johannmerrichmusic.wordpress.com/

Musica elettronica dalla zona grigia: Sofia Gubaidulina e il sintetizzatore ottico ANS ultima modifica: 2020-04-21T09:25:42+00:00 da Luisa Santacesaria

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